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Voragine Ospedale del Mare, scoperte le cause. Corsa contro il tempo per evitare altri crolli

«È evidente che quel parcheggio non era progettato per sostenere tutto il peso che reggeva. Per ora tiene, ma non abbiamo certezza sulla sua tenuta». A ricostruire cosa possa aver causato il crollo del parcheggio dell’ospedale del Mare è il comandante dei vigili del fuoco di Napoli, Ennio Aquilino. Passato lo spavento e accertato che non ci sono morti né feriti per la voragine che si è aperta nel parcheggio all’ospedale del Mare di Ponticelli, è ora per gli inquirenti il momento di chiarire cosa abbia provocato il cedimento di 20mila metri cubi di terreno. Cosa c’è sotto il terreno crollato? E quale problema strutturale ha scatenato la voragine? La Procura di Napoli – pm di turno Gennaro Damiano, coordinato dagli aggiunti Simona Di Monte e Raffaello Falcone – ha incaricato i carabinieri di avviare le indagini che collaboreranno con un tecnico designato dagli stessi pm partenopei. Opereranno adesso il nucleo investigativo dell’Arma di Napoli e la compagnia di Poggioreale.

I sottoservizi

Al di sotto della voragine apertasi nel parcheggio ci sono dei tunnel che conducono all’ospedale del Mare utilizzati per i sottoservizi (luce, gas, rete fognaria e idrica). Al di sotto del solaio crollato si vedono infatti dall’alto dei pilastri crollati che reggevano un terrapieno con la vasca di rilancio dell’acqua sanitaria e dell’impianto antincendio del nosocomio di Ponticelli. «La vasca – ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Napoli, Ennio Aquilino, non dovrebbe avere problemi, perché si tratta di una struttura in cemento, ma i tubi sono stati tranciati nel crollo. Il terrapieno adesso appoggia su un secondo solaio le cui capacità portanti, però, non sono certe. È evidente che non era progettato per sostenere tutto il peso che reggeva. Per ora tiene, ma non abbiamo certezza sulla sua tenuta». I vigili del fuoco stanno quindi lavorando ora per mettere in sicurezza la voragine e prevenire un crollo ulteriore. Con i pompieri ci sono i tecnici dell’Acquedotto di Napoli che stanno poi cercando di realizzare un bypass per assicurare l’erogazione dell’acqua all’ospedale.

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