Funerali blindati per Salvatore Palombo (foto a destra), ucciso dal cugino, Umberto Longobardi (foto a sinistra) durante una lite familiare a Casola di Napoli. L’uomo, 44enne è seppellito nel cimitero di Santa Maria la Carità nella mattinata di ieri. La salma benedetta in una cerimonia sobria, alla presenza della moglie, delle sue bambine e con pochi intimi presenti al rito funebre. Le esequie private tranquille e blindate per evitare che nella famiglia potessero riaccendersi nuove discussioni e nuove violenze. Prima dei funerali, sul corpo della vittima era stata eseguita l’autopsia.

I fatti

L’uomo era dipendente di una concessionaria di auto e moto a Castellammare di Stabia, capofficina molto stimato. La sua morte, è stato confermato, è avvenuta a seguito della perdita di sangue avvenuta durante il trasporto in auto all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove i medici hanno potuto solo constatare il decesso avvenuto a seguito di una coltellata infertagli al torace da Umberto Longobardi, 44 anni, che si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione nelle palazzine popolari di via Vittorio Emanuele a Casola di Napoli.

La tragedia

Una tragedia avvenuta il 2 gennaio, ma che era conseguita ad altre liti avvenute tra i due nei giorni precedenti. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire una storia di rancori e dissidi che partiva da lontano. Nel pomeriggio del 2 gennaio Palombo era andato a casa del cugino, a Casola, per “chiarire”, portando all’incontro un amico e un’arma. Un bastone di metallo da utilizzare durante la conversazione legata ad accuse su una presunta relazione extraconiugale con una nipote. Il cugino, anche cognato della vittima, aveva anche rancori per motivi economici e ora è accusato di omicidio volontario.