Se qualcuno nel governo e fra i presidenti di Regione cercava una sponda nel Comitato tecnico scientifico per rimandare la riapertura delle scuole superiori in presenza, non l’ha trovata. Il Cts, convocato d’urgenza in mattinata dal ministro della Salute Roberto Speranza, ha confermato la propria linea. Gli studenti possono tornare in classe da domani, dal 50 al 75% delle presenze a seconda del livello di organizzazione, come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Se qualche governatore dovesse decidere diversamente, fanno capire gli scienziati del Comitato, “se ne assume la responsabilita’”.

La ministra

Soddisfatta la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina – che non era presente alla riunione del Cts -, da sempre favorevole alla riapertura e che aveva subito il rinvio fino al 18 gennaio. “Un parere molto netto quello del Cts – dice l’esponente M5S -, che ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus”. Secondo Azzolina riportare le superiori in presenza “e’ un atto di responsabilita’ nei confronti dei nostri giovani”. Quindi da domani scuole riaperte agli adolescenti, novita’ che riguardera’ in realta’ solo quattro regioni – Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Molise -, con immediato impatto sul trasporto pubblico locale. Nella provincia autonoma di Trento si va gia’ in classe dal 7 gennaio, dall’11 in Valle d’Aosta, Abruzzo e Toscana.

Il caso Campania e le altre

Altri territori insistono invece nel rimandare la riapertura. Il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, ha prolungato la didattica a distanza (dad) fino al 31 gennaio, dopo che analoga ordinanza era stata bocciata dal Tar. Stesso esito in Emilia Romagna, il cui governatore Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, avrebbe voluto riaprire il 23 gennaio e parla di “situazione di incertezza” sulla scuola, ma domani riaprira’ le superiori al 50%. “Il fatto che avremo Regioni in zona gialla con la didattica a distanza anche per le elementari e Regioni in zona arancione con la didattica in presenza anche per le superiori – osserva perplesso l’esponente Pd – e’ una contraddizione che non spetta a me risolvere. Ci pensera’ il Governo, quando riterra’”. Le rimanenti regioni riapriranno nei prossimi giorni in ordine sparso. Il 25 in Liguria e Umbria, mentre in Campania non sono esclusi ulteriori rinvii.

La Dad

Anche in Puglia non e’ certa la data del 25. Il 1 febbraio gli ultimi a rientrare saranno gli studenti di Calabria, Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Basilicata. In Lombardia, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, nuove zone rosse, proseguira’ la dad per le superiori al 100%.