Ha “creato pubblico scandalo, sofferenze e nocumento alla comunita’ ecclesiale”. Ed essendo “ritenuto colpevole di gravi reati, alcuni dei quali lesivi della reputazione di diverse persone”, l’ex vicerettore del Santuario Mariano di Pompei, e poi cappellano della 46esima brigata aerea di stanza a Pisa, il sacerdote Antonio Marrese, è ridotto allo stato laicale. La decisione e’ scaturita da un procedimento canonico condotto dalla Congregazione per il Clero.

Il vescovo

Lo comunica ufficialmente la Prelatura di Pompei guidata da monsignor Tommaso Caputo. Ieri ha ricevuto la conferma definitiva della decisione approvata in forma specifica da Papa Francesco il 7 novembre 2020. Marrese aveva sottoposto una richiesta di grazia l’11 dicembre scorso.

Papa Francesco

Una richiesta cui Papa Francesco ha detto no. L’ex rettore del Santuario di Pompei e’ attualmente sottoposto pure al vaglio della giustizia italiana che decidera’ sulle accuse rivoltegli, Intanto la Chiesa lo ha dispensato dagli obblighi sacerdotali, compreso il sacro celibato. Si tratta di un provvedimento inappellabile e non soggetto ad alcun tipo di ricorso, giunto al termine di un processo penale canonico avviato nel 2018. La Prelatura di Pompei specifica che le accuse all’ex sacerdote non hanno riguardato imputazioni inerenti persone minori, ma aspetti fondamentali della vita sacerdotale.

Pena inflitta dalla Chiesa

Antonio Marrese – è aggiunto – “ha avuto ampia possibilita’ di difendersi, esercitandola sia attraverso ricorsi gerarchici, sia attraverso deposizioni orali e scritte sue, del suo legale e dei testimoni da lui indicati”. “Una pena nella Chiesa è inflitta sempre in vista di un bene maggiore – e’ scritto nel comunicato – per colui che ne è raggiunto e per l’intera comunita’ cristiana”. Antonio Marrese “rimane in comunione con la Chiesa in quanto fratello battezzato in Cristo ed e’ invitato ad attingere, come ogni fedele, alla grazia della Parola di Dio e dei sacramenti”. ”Accogliamo con docilita’ questa decisione – commenta la Prelatura nella nota – custodendola nella preghiera e nel rispetto dell’interessato”.