Le palestre e le piscine resteranno chiuse fino al 5 marzo, protratto ulteriormente lo stop alle attività sportive di base, ferme ormai da quasi un anno. Gli operatori del settore subiscono una l’ulteriore beffa dal Ministro Spadafora che, a fine dicembre, aveva dichiarato che l’obiettivo del Ministero sarebbe stato quello di riaprire a fine gennaio. Nessun dato scientifico sul fatto che il virus corra di più nei centri fitness che non in quelli dove quotidianamente si acquistano beni di prima necessità. Si provano abiti, gioielli, cosmetici e occhiali da sole. Differenze tra categorie economiche, senza alcuna base scientifica documentata, che stanno facendo dell’Italia un paese dove esistono attività produttive di serie A e attività produttive di serie Z.

Gli impianti

La situazione per il comparto è di assoluta gravità. Gli impianti sono chiusi da quasi un anno, con due brevi riaperture durante i mesi post lockdown di giugno e luglio e quella, in cui l’attenzione mediatica concentrava i propri titoli già su imminenti chiusure, del mese di settembre. A fronte di tale situazione, nessun aiuto concreto ma pochi spicci, sufficienti neppure a un mese di spese. Un settore verso il collasso, il cui grido di allarme sembra non essere sentito da nessuno.