L’avvocato Michele Russo ha comunicato la notizia alla famiglia appena lo ha appreso: “Giuseppe è morto“. L’ultima videochiamata il 28 dicembre ed in quel caso le condizioni di Giuseppe Di Lorenzo, 51 anni di Nola, erano buone. L’uomo era detenuto al carcere di Poggioreale, era sieropositivo ed aveva gravi problemi al fegato. La nipote, Ramona Di Lorenzo, ha raccontato tutto a Il Riformista. “È morto da solo come un cane in un ospedale. Avrà pensato che la sua famiglia lo aveva abbandonato ma non è così: noi non sapevamo nemmeno che stava male ed era stato ricoverato“. Ramona ha spiegato che la doccia gelata è arrivata il 4 gennaio scorso.

La doccia gelata

Paradossale se si pensa che all’avvocato era stata comunicata la notizia della scarcerazione, ma i familiari non erano mai riusciti a trovare Giuseppe. Poi le ricerche e la comunicazione della morte in ospedale. “Siamo andati all’esterno del carcere per portarlo a casa ma non c’era nessuno – ha detto Ramona – Cosa gli fosse successo non si sapeva, non sapevamo nemmeno che stava male“. “Solo dopo la sua morte abbiamo saputo che, dopo il colloquio con i familiari, zio Peppe è stato portato all’ospedale. Possibile che fino al 4 gennaio nessuno ci abbia detto nulla”.

Il fratello

“È giusto che uno che ha sbagliato debba pagare una pena, ma non con la propria vita – ha dichiarato il fratello Vincenzo Di Lorenzo – Noi vogliamo sapere cosa è successo a mio fratello, che sia fatta giustizia. Non abbiamo bisogno di nulla, solo di giustizia: lo dobbiamo a lui e agli altri detenuti che ancora devono soffrire”.