L’allenamento funzionale negli ultimi anni ha rappresentato uno dei più importanti cambiamenti nel mondo del calcio e della preparazione fisica. Uno dei maggiori esperti del settore è indubbiamente il Prof. Marcello Tirrito, preparatore atletico Professionista ed autore di numerosi studi sul modello prestativo nel calcio, che oggi ci illustra alcuni importanti concetti da applicare per un corretto approccio alla preparazione.

 

Rendere l’allenamento più funzionale

Quando viene usato il termine “allenamento funzionale” ci troviamo di fronte ad innumerevoli forme e proposte di esercizi sia con l’uso di attrezzatura che non e nel web,ad esempio,ne troviamo moltissime.

Tanto per rendere chiara l’espressione vorrei precisare una realtà oggettiva importante: cosa intendiamo per “funzionale?”, che serve a qualcosa? Che l’esercizio va eseguito in equilibrio? Che è utile solo se uso i piccoli attrezzi (clavette, kettlbell, wall ball, funi, ecc)?

A mio avviso il concetto di allenamento funzionale, è molto vicino a ciò che M.BOYLE (ALLENAMENTO FUNZIONALE APPLICATO ALLO SPORT, 2 Ed.), descrive, sottolineando che i concetti sono stati usati impropriamente come sport specifico.

Ovvero, nell’allenamento funzionale si tende ad educare il fisico attraverso esercizi che riprendono i movimenti di gara (sport specifico), quando invece sarebbe da collegare ad un concetto più generico, ovvero di allenamento dell’atleta in senso complessivo; Il training non consiste nell’usare uno sport per allenare l’atleta in un altro sport.

Per generico, si intende, tuttavia, che in molti sport esistono azioni motorie in comune come: scattare, saltare, colpire, spostarsi velocemente, spostarsi lentamente, ecc., e dunque attraverso un allenamento unico si possono allenare e migliorare le performance sportive di qualsiasi sport, dal judo, al calcio, al nuoto, ecc.

Quindi il calciatore può sfruttare a suo vantaggio questo allenamento all’apparenza così complesso?

La risposta, è indubbiamente positiva.

Passiamo in rassegna alcuni movimenti che un calciatore esegue sia in gara che in allenamento, perché è dal gesto “specifico” che si deve iniziare a scrivere, gestire, organizzare, controllare, programmare un training funzionale.

Il corredo motorio di un calciatore è assolutamente vasto, scegliamone uno semplice ed efficace, per rendere il concetto molto chiaro: i cambi di direzione e di senso.

I gesti specificati riportati pocanzi, rientrano nelle capacità motorie che includono la produzione di forza muscolare, agilità, equilibrio (balance), coordinazione, dunque la forza della parte inferiore del corpo (in particolare con una gamba), con l’esclusione di districarmi in nozioni troppo peculiari richiamando la scienza dell’allenamento, avrà bisogno di fare allenamenti sulla capacità di formazione della potenza e velocità di contrazione muscolare.

Per il mio modo di vedere, questa tipologia di allenamento deve soddisfare dei punti chiave risolutivi.

Tra tutti, spicca l’elevata capacità di controllare il core, che comprende la porzione anteriore e posteriore del tronco (addominali e muscoli della schiena).

Prendiamo ad esempio un esercizio base:gli affondi indietro con una gamba.

In breve, lo sviluppo della forza ad una gamba autorizza a svolgere un lavoro muscolare intenso con atleti che altrimenti ignorerebbero completamente l’allenamento della forza; in più può essere utilizzata per il perfezionamento dell’accelerazione, equilibrio e prevenzione degli infortuni.

Quindi si comprende chiaramente che le sedute di allenamento devono essere catalogate per migliorare le prestazioni in gara.

Quante volte proporre una seduta di allenamento funzionale durante la settimana di allenamento nel calcio?

E’ difficile stabilire con precisione quante sedute siano necessarie, ogni staff ha la sua programmazione, gestione e controllo dell’allenamento.

Secondo alcuni esperti tipo C.Poliquin in un articolo del 1988 “varietà dell’allenamento per la forza”, consiglia di effettuare fasi di grande volume (ovvero accumulare tanto carico, per esempio) di alta intensità e di scarico (periodo composto da un alleggerimento delle variabili).