“Questo e’ il mio ultimo anno al Quirinale” e sara’ un anno interamente dedicato alla ripartenza dell’Italia. Sergio Mattarella chiude con quest’assicurazione personale il suo sesto discorso agli italiani. Ripartenza e’ infatti la parola chiave di un messaggio sobrio, a tratti doloroso, ma che in appena 14 minuti ha sferzato la politica. Ha chiesto uno scatto morale che allontani i partiti dalla tentazione di capitalizzare “illusori interesse di parte”. Un accenno forse ai venti di crisi che agitano la maggioranza in questi giorni di festa e che non sarebbero compresi dentro un’emergenza che non ha precedenti nel dopoguerra. Il presidente della Repubblica, per la prima volta apparso ai cittadini in piedi di fronte al cortile d’onore del Quirinale con la mascherina in vista appoggiata sul leggio, e’ andato subito al sodo attaccando il tema del giorno, il negazionismo sui vaccini. “La scienza ci offre l’arma piu’ forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Vaccinarsi e’ una scelta di responsabilita’, un dovere”.

L’appello ai medici

Mattarella continua: “Tanto piu’ per chi opera a contatto con i malati e le persone piu’ fragili”, scandisce con estrema serieta’ il capo dello Stato. “Io lo faro’ non appena possibile”, garantisce dopo aver piu’ volte sottolineato come oggi la scienza sia l’unico faro ad illuminare una strada mai stata cosi’ buia. Ma chiuso il capitolo vaccini, il presidente si concentra sul prossimo futuro, sulla ripresa economica, sulla necessita’ di non perdere l’occasione del Recovery fund. E di non cadere nell’errore – questo l’invito al governo – di disperdere gli oltre 200 miliardi in via di stanziamento in mille rivoli”.