Nuovo dpcm del 16 gennaio, ci siamo: il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto con le misure per il contrasto all’emergenza coronavirus. Il decreto entrerà in vigore domani e sarà valido fino al 5 marzo: il divieto di spostamento tra regioni sarà valido invece fino al 15 febbraio.  Ripartono le crociere delle navi italiane, e lunedì dovrebbero anche tornare le scuole superiori in presenza dal 50 al 75% (ma non in zona rossa). Resta il limite di due persone (esclusi gli under 14) nelle visite ad amici e parenti, una sola volta al giorno e nello stesso comune nelle zone arancioni e rosse. Di seguito cosa sarà possibile fare e cosa no, secondo le norme del dpcm che, ricordiamo, sarà in vigore da domani sabato 16 gennaio.

Spostamenti tra regioni

Non ci si può recare dai genitori in un’altra Regione, tranne se il familiare è in condizioni di necessità, solo e non autosufficiente. È consentito invece andare a trovare parenti e amici nello stesso comune (in zona arancione e rossa) e anche in comuni diversi della stessa Regione (in zona gialla). Ma con il limite di due persone alla volta (ma gli under 14 non sono compresi nel conteggio), una sola volta al giorno, e solo all’interno dello stesso Comune, tranne in zona gialla dove ci si può spostare in altri comuni ma nella stessa Regione.

Negozi e locali

I ristoranti e i bar saranno chiusi nelle zone rosse e arancioni e potranno effettuare solo il servizio di asporto e domicilio. L’asporto è vietato dopo le 18 per quanto riguarda le bevande, ma non per il cibo. Nelle zone gialle invece l’apertura è consentita fino alle 18, ma con l’obbligo di non più di 4 persone per tavolo, mentre nelle zone bianche si potrà riaprire anche a cena.

Parrucchieri e centri estetici

Negozi, parrucchieri e centri estetici sono aperti in zona gialla: in zona arancione sono aperti invece solo negozi e parrucchieri, e non i centri estetici. Negozi chiusi invece in zona rossa, dove potranno aprire solo quelli di generi alimentari e di servizio. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.