Al momento è solo un piano d’emergenza, nemmeno un Piano B ma addirittura C se nelle prossime settimane la terza ondata dovesse svilupparsi in maniera più netta. Insomma, se non basteranno più le zone a colori e le nuove restrizioni in programma dal 16 gennaio, l’ipotesi lockdown potrà tornare a materializzarsi. Al momento il Governo lo esclude, anzi con il ministro Roberto Speranza fa sapere proprio di avere scelto altri metodi per impedire la chiusura di tutto. Ma la pista circola. Cento giorni di lockdown come lo scorso anno per riaprire quasi tutto a Pasqua. Periodo in cui i contagi sarebbero in netto calo per effetto dei vaccini e delle temperature più miti.

Il ministro

“I casi di movida vanno assolutamente condannati, ci sarà una limitazione delle attività dalle 18 in poi che consentono fuori dei locali la creazione di gruppi che sostano e che si assembrano, stesse cosa vale per le cene a casa. Speriamo che l’appello che ha funzionato tra Natale e Capodanno possa essere recepito anche per il fine settimana”. Così il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, al Gr1 Radio Rai, a proposito delle nuove misure per combattere la pandemia da coronavirus.

Il Decreto

“Questo Dpcm conferma le misure territoriali che ci hanno consentito di scongiurare almeno due lockdown nazionali. Ci sarà una limitazione della circolazione tra le regioni, sarà confermata la limitazione di orario alle 22 su tutto il territorio nazionale, sarà confermata la distinzione tra le fasce gialla, arancione e rossa. In prospettiva ipotizziamo una zona bianca perché vorremmo tutti uscire al più breve tempo possibile da queste condizioni”, ha spiegato Boccia.