Home Attualità Auto bruciata a Castellammare, l’avvocato dell’infermiere: “Nessuna pista passionale”

Auto bruciata a Castellammare, l’avvocato dell’infermiere: “Nessuna pista passionale”

Dall’avvocato Olga Coda riceviamo e volentieri pubblichiamo integralmente

II sottoscritto Avv. Olga Coda, in nome e per canto del proprio assistito, proprietario dell’autovettura oggetto di incendio doloso in Castellammare di Stabia verificatosi ii 26.12.20, a tutela della posizione dello stesso, chiede, ai sensi della normativa vigente, che venga pubblicato ii seguente comunicato, a smentita di quanta divulgato dalla Vs. testata in data 28.12.20.

L’articolo nel quale si ipotizza che per l’incendio dell’autovettura dell’infermiere sia da escludersi con certezza la matrice camorristica e che le indagini, invece, sono concentrate sulla vita privata dell’ uomo, entrato  probabilmente  in contrasto per screzi  personali, economici oppure sentimentali  con chicchessia e destituito  di ogni fondamento, sia in relazione agli atti di indagine conoscibili, sia  in  relazione  a dichiarazioni, per altro inesistenti, dei soggetti interessati” .

Nel predetto articolo, peraltro, è stata opinatamente utilizzata la fotografia dell’autovettura semidistrutta del mio assistito, facilmente riconoscibile per chi conosce i fatti ed i luoghi: tale immagine, abbinata alla notizia infondata della pista passionate presumibilmente seguita dagli inquirenti, può indurre ii lettore all’erronea convinzione dell’esistenza di un collegamento certo fra le circostanze così come erroneamente de scritte.

Nel caso dell’articolo da voi pubblicato, a partire dal titolo, si ricorre ad illazioni e collegamenti inesistenti tra ii movente tutt’ora sconosciuto, e la vita privata del mio assistito: nessun atto giudiziario conosciuto e conoscibile sostiene tale fantasiosa ipotesi e non si comprende quale fonte sia stata utilizzata per la stesura dell’articolo.

II riferimento alla pista passionale ed alla esclusione di altri moventi data con ferma certezza, non può rappresentare una valida descrizione della verità sostanziale così come richiesto dai doveri deontologici del giornalista e dal diritto di cronaca.

Si prega pertanto, per ii futuro, di astenersi dal divulgare notizie che non siano ancorate a fatti o atti processuali, affinchè, sia la persona offesa, sia gli organi inquirenti, che eventuali responsabili possano affrontare serenamente le eventuali fasi processuali, scevri da ogni condizionamento.

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