A Nola stanno direttamente per spalancarsi le “porte dell’inferno” per 15 impiegati dell’ente locale. Il giudice ha inflitto una condanna di due anni di carcere a chi aveva uno o più amiconi, “mano leste”, che lo mettevano – timbrando il suo cartellino – nelle condizioni fallaci di stare dietro ad una scrivania a sbrigare pratiche. L’inchiesta antiassenteismo partì infatti oltre tre anni fa con un blitz dei carabinieri di Nola. Le accuse erano quindi truffa e falsa attestazione in servizio. La peculiarità di questi reati è che risalgono ad un momento di “superlavoro. L’occasione era lo straordinario elettorale tra i mesi di maggio e giugno del 2014.

I fatti

In quell’anno si tennero le elezioni amministrative, per il rinnovo del consiglio comunale e del parlamento europeo. All’inizio furono coinvolti 63 lavoratori, ovviamente indagine inizialmente conoscitiva. La sentenza è emessa dal tribunale di Nola in composizione monocratica e il giudice si è riservato 90 giorni per depositare le motivazioni che hanno portato alla decisione. Oltre ai 15 condannati ci sono anche 12 impiegati prosciolti per la cosiddetta “tenuità” del fatto – “manciate” di minuti sottratti al lavoro altrettanti assolti per non aver commesso il fatto.