Ogni tanto li arrestano e finiscono a processo. E quando succede poi, spesso arriva la condanna. Chi si prende gioco degli anziani, truffandoli che la tecnica del falso avvocato, può fare una fine amara. È successo a Giovanni Esposito, 48 anni, di Somma Vesuviana e a Luisa Savona, 51 anni, di Napoli che ieri sono stati condannati entrambi ad un anno e mezzo di reclusione in primo grado al tribunale di Rovigo. La pena è sospesa, quindi niente carcere perché incensurati. Inoltre potranno impugnare la sentenza in Corte d’appello a Venezia chiedendo l’assoluzione. Ma intanto la condanna è arrivata per i fatti che gli erano addebitati. Secondo il sostituto procuratore Sabrina Duò che aveva coordinato le indagini e sostenuto l’accusa nei loro confronti, i due complici il 29 giugno del 2017 a Taglio di Po avrebbero truffato un signore.

Esposito gli avrebbe telefonato a casa qualificandosi come un carabiniere e dicendo che il figlio Graziano aveva appena avuto un incidente ed era ricoverato all’ospedale. Inoltre gli ha detto che l’automobile su cui viaggiava il figlio era senza assicurazione e che era necessario pagare subito 6mila 500 euro al tribunale di Rovigo. Per rendere credibile la cosa gli ha detto che un avvocato si sarebbe presentato a casa sua per ritirare i soldi. L’anziano purtroppo ci è cascato e ha consegnato alla donna che è arrivata a casa sua, la signora Savona, 1.800 euro in contanti e vari monili in oro.