Sentenza sul giro di droga sull’asse Torre Annunziata- Pagani. Cessioni di chili di cocaina interessavano il referente principale del gruppo dei torresi, Giuseppe Malvone che si avvaleva del napoletano Francesco Rinaldi e dell’albanese Lazri Dashamir, quali stabili fornitori e con Alberto Attianese a fare da garante, e i paganesi, in particolare i fratelli Alberto e Salvatore Vanacore , adoperavano, secondo le accuse, riferimenti a “giornate” per indicare i quantitativi di droga, con incontri a Sant’Egidio Monte Albino e a Napoli, della durata di un minuto circa. Il 21 novembre 2017 si parla di “20 caramelle”, per le quali Attianese aveva pagato il prezzo, “le 20mila euro mie”, con incontri tra Attianese e Alberto Vanacore all’uscita autostradale Angri sud. I Vanacore avrebbero sborsato 430mila euro, ritenuta utile per l’acquisto di droga pesante, con un sms di Gianluca Attianese indirizzato a Malvone: «Io non ho fatto niente. Mi trovo rovinato non fa niente, Ora pago io e poi sistemo le cose. Chili e chili che non mi ritrovo. Non fa niente». L’affare, di rilevante importanza, innesca la minaccia di Malvone nei confronti della famiglia di Attianese: “Mi prendo il padre, la mamma, mi prendo le sorelle. Faccio entrare una ventina di persone lì dentro, con i cappucci in testa, picchio tutta la famiglia, ma pesante”. Lo stesso viene accusato di aver puntato una pistola alla tempia del padre di Attianese.

Nel frattempo, mentre gli Attianese si impegnano per risolvere la situazione, i Vanacore si recano presso di loro, dai parenti di Alberto Attianese per richiedere la droga o la restituzione dei soldi versati. L’affare per le forniture di cocaina, in definitiva, si snoda sull’asse Angri-Boscoreale-Napoli- Pagani, con fiumi di denaro e di stupefacente al centro della trattativa. Il gip aveva definito il gruppo in grado di muoversi a tutti i livelli, parlando di irrefrenabile, capillare capacità di spaccio degli odierni indagati, con cessioni di grossi quantitativi di ogni tipo di sostanza anche fuori provincia.A ciò si aggiunge, in particolare per le posizioni di Gianluca Attianese, di Nocera Inferiore, presso l’abitazione di Alberto Attianese, per il quale procede separatamente la Procura nocerina, un  arsenale composto da pistole e una nutrita serie di munizioni, in un capanno da giardino, con una perquisizione datata dicembre 2017. Gianluca Attianese si è sottratto al processo rendendosi latitante. Nella giornata di ieri è stata emessa la sentenza dal GIP di Nocera Inferiore. Condanne notevolmente ridotte rispetto alle richieste del PM. Riduzione che ha riguardato principalmente il capo indiscusso dell’organizzazione Malvone Giuseppe(difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro)  che organizzava il rifornimento di chili di droga e di armi per l’agro Nocerino sarnese. Il narcotrafficante ha riportato una condanna di anni 6 di reclusione a fronte delle richieste del PM di anni 9 con una riduzione di tre anni che è stata la riduzione maggiore rispetto alle richieste della pubblica accusa.

Quattro anni di reclusione al fornitore albanese del gruppo ovvero Lazri Dashamir di Frignano provincia di Caserta che risultava essere incensurato. Il napoletano Rinaldi Francesco difeso dall’avvocato Raffaele Chiummariello riportato una condanna di anni cinque di reclusione. Nastro Alfredo difeso dall’avvocato Pasquale Morra anni 4 mesi 6 di reclusione. Bombardino Alfonso difeso dall’avvocato Giuseppe Della Monica assolto dall’accusa di aver acquistato sostanza stupefacente del gruppo Malvone. Minime condanne per gli altri posizioni minoritarie ovvero Balzano Samuele( Assistito dall’avvocato Donato de Paola) e Ferricelli Dario( avvocato Gennaro Somma) e Rispoli Raffele ( avv. Maria Formisano e  Vanacore Alberto ( Vincenzo Calabrese)condannati a sei mesi di reclusione.