Sono due le strade percorribili in Parlamento per modificare, prima che entrino in vigore, le norme contenute nel decreto Natale sul divieto di spostamenti tra i Comuni nei giorni del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. Per entrambe le soluzioni, pero’, i tempi sono strettissimi e occorre un ampio consenso di tutte le forze, sia di maggioranza che di opposizione (nonche’ del governo). Dopo che il premier ieri ha affidato alle Camere la responsabilita’ – e quindi anche l’ultima parola – su un possibile allentamento delle restrizioni anti-Covid, e nonostante la ferma contrarieta’ di parte del governo, con i ministri Boccia e Speranza fermi sul no all’ipotesi di prevedere deroghe per i piccoli Comuni, spetta ora a Camera e Senato trovare un’intesa su se e come procedere. Le ipotesi in campo sono due: modificare il decreto Natale, all’esame di Montecitorio, o approvare una mozione al Senato che impegna il governo.

A quel punto tocchera’ quindi all’esecutivo, alla luce del voto parlamentare, assumere l’iniziativa, magari ritirando il decreto Natale per approvare in tempi rapidissimi un nuovo decreto contenente le modifiche agli spostamenti nei piccoli Comuni, che avrebbero comunque efficacia a partire dal 21 dicembre. La soluzione piu’ rapida, viene spiegato, e’ quest’ultima, in quanto non prevede il doppio passaggio parlamentare (prima del 21 dicembre) del decreto Natale opportunamente modificato. Ma al momento non e’ stata ancora raggiunta un’intesa ne’ nella maggioranza ne’ con le opposizioni su quale iter preferire.