Conte apre alla possibilità dei ricongiungimenti familiari a Natale. È quanto emerso nella riunione tra il premier Giuseppe Conte, i ministri Roberto Speranza e Federico D’Incà e i capigruppo di maggioranza sul nuovo dpcm. Un vertice nel corso del quale il premier avrebbe riportato sul tavolo anche il capitolo scuole, con l’ipotesi di riaprire alle lezioni in presenza dal 14 dicembre per le superiori e solo nelle Regioni gialle. Quanto alla messa di Natale potrebbe svolgersi alle 20 del 24 dicembre. Alla riunione si sarebbe inoltre parlato del «problema della chiusura degli hotel solo in montagna».

Le misure restrittive degli spostamenti per il Natale potrebbero essere in vigore dal 21 dicembre al 6 gennaio ma non è escluso che le date varino: potrebbero iniziare il 19 o 20 e finire qualche giorno dopo l’Epifania. Ma una decisione non verrà presa prima di domani: «Oggi è una giornata di ascolto, domani sentiremo il Parlamento e di nuovo le Regioni. Solo dopo decideremo». Un decreto legge sul Natale potrebbe affiancare il prossimo dpcm. Il decreto servirebbe a dare copertura normativa alle restrizioni delle libertà personali. L’ipotesi è comunque ancora al vaglio.

«Per dare un segnale», i ragazzi delle superiori potrebbero tornare in Aula il prossimo 14 dicembre. È l’ipotesi su cui il premier Giuseppe Conte avrebbe sondato i capigruppo di maggioranza. Il presidente del Consiglio avrebbe precisato che l’ipotesi deve essere ancora sottoposta al vaglio del Cts: si tratterebbe di porre fine alla didattica a distanza nelle aree gialle dalla metà del mese. Le reazioni sarebbero state contrastanti: Iv avrebbe confermato la sua posizione favorevole ma altri partiti si sarebbero espressi contro.

L’ipotesi presentata dal governo ai capigruppo di maggioranza è di istituire tavoli presso le prefetture ai quali coinvolgere i presidi, gli amministratori e i responsabili del trasporto locale, per studiare soluzioni differenziate da zona a zona su orari di ingresso e presenze a scuola.