Si sarebbero recati in Croazia per “scortare” un imprenditore italiano che doveva ritirare una ingente somma di denaro, frutto dello scioglimento di una societa’ locale, i due poliziotti e il carabiniere accusati dall’autorita’ giudiziaria croata di avere rubato, insieme con l’imprenditore, e altre due persone, una ingente somma di denaro. L’imprenditore, i due agenti e il militare dell’arma, sono stati arrestati insieme con altri due italiani a seguito di una denuncia presentata da un socio dell’imprenditore, il quale avrebbe anche riferito agli investigatori di essere stato minacciato. Una vicenda che presenta molti lati oscuri, cominciando dal comportamento dei tre uomini in divisa (versante rispetto al quale stanno indagando le autorita’ italiane). Tutto nascerebbe da una diatriba tra i soci di questa ditta che, di recente, era riuscita a ottenere il rilascio di importanti crediti, fino a poco tempo fa rimasti bloccati per motivi legali. Secondo quanto rende noto la polizia croata l’arresto dei sei italiani e’ avvenuto ieri sera, al confine con la Slovenia, precisamente nei pressi di Buje, nell’Istria nordoccidentale. Dalle autorita’ di Zagabria pero’ nessun riferimento alla presenza dei tre rappresentanti delle forze dell’ordine italiane. Al momento gli indagati sono in carcere, sempre a Buje, in attesa dell’udienza di convalida che si dovrebbe tenere tra domani e dopodomani. I due poliziotti risultano entrambi in servizio a Napoli, precisamente nel reparto prevenzione crimine, mentre il militare sarebbe di stanza nel Casertano.

I NOMI. Internapoli pubblica i nomi delle forze dell’ordine che sarebbero coinvolte: il carabiniere Salvatore Cineglosso in servizio ad Aversa, gli agenti sono Roberto Scotti e Luigi Raniero, in servizio al commissariato di Monte di Dio a Napoli.

Secondo il racconto fornito da alcune fonti, i due poliziotti, difesi dall’avvocato Maurizio Capozzo, tempo fa sarebbero stati contattati da un loro comune amico, un carabiniere, che ha proposto a entrambi di accompagnarlo in Croazia per ‘scortare’, verosimilmente dietro compenso, un imprenditore il quale si doveva recare nel paese balcanico per ritirare una ingente somma di denaro ricavata dallo scioglimento di una societa’. Di tutto cio’, in realta’, si sarebbe dovuto occupare un altro carabiniere che pero’, nel frattempo si e’ ammalato a causa del Covid-19. E’ stato cosi’ che il carabiniere malato ha chiesto a un collega, quello che e’ stato arrestato, di portare a termine la scorta per suo conto. Prima di partire il militare subentrante ha proposto il servizio di scorta anche ai suoi due amici poliziotti i quali hanno accettato. Gli stessi parenti hanno anche sottolineato che gli agenti non avevano mai avuto contatti con persone in Croazia e neppure c’erano andati in precedenza. In sostanza non erano a conoscenza della diatriba sorta nella societa’. L’avvocato dei due agenti si e’ messo subito in contatto con la polizia croata e con il servizio consolare italiano ed ora sta seguendo la vicenda anche grazie a un collega locale.

AGGIORNAMENTO. Sono stati rilasciati i due poliziotti e il carabiniere arrestati l’altro ieri sera dalla Polizia Croata al confine tra la Croazia e la Slovenia. Lo rende noto l’avvocato Maurizio Capozzo, legale dei due agenti, che ha ricevuto una telefonata dal consolato italiano di Fiume. I tre rappresentanti delle forze dell’ordine italiane erano stati bloccati con l’accusa di furto, insieme con altri tre connazionali.