Carcere a vita confermato per sempre. Così ha deciso la Cassazione sul conto di Claudio Vitale e Jacopo Nicchetto i due carabinieri-killer che ammazzarono il giovane imprenditore di Ottaviano, Pasquale Prisco, dopo avergli rapinato il supermercato. I fatti nel marzo del 2015 quando i due allora militari puntarono la pistola contro i dipendenti per farsi consegnare i soldi e scappare. Prisco, insieme ad altre persone li inseguì fino sulla Statale 268 dei Paesi Vesuviani. Vitale e Nicchetto spararono contro il gruppo, ammazzando il 28enne e ferendo altre persone. Ora per questi reati l’ergastolo è diventato definitivo.

A rappresentare le parti civili, la famiglia Prisco e le altre vittime di quel “far west”, sono stati gli avvocati Antonio Tomeo e Luca Capasso. I due ex militari dell’Arma si erano già resi responsabili di altre cinque rapine commesse presso esercizi commerciali del Nord Italia e grazie al sacrificio di Pasquale Prisco hanno smesso di perpetrare impunemente gravissimi reati sul territorio nazionale, approfittando del loro ruolo. Il loro stato di forze dell’ordine rendeva quasi impossibile una loro identificazione, visto che operavano con auto con targhe di copertura e con l’impiego delle armi di ordinanza.