Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado dal 7 gennaio 2021 potranno prevedere per il 50 per cento della popolazione studentesca l’attivita’ didattica in presenza. E’ quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm con le ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza Covid-19. “Resta sempre garantita la possibilita’ di svolgere attivita’ in presenza per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilita’ e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”, prosegue il testo, secondo cui l’attivita’ didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione nonche’, secondo quanto previsto al primo periodo della presente lettera, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di eta’ inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilita’ incompatibili con l’uso della mascherina.

E ancora: “Le attivita’ formative e curricolari delle Universita’, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, si svolgono a distanza: possono svolgersi in presenza le sole attivita’ formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero rivolte a classi con ridotto numero di studenti, quelle dei laboratori, nonche’ le altre attivita’ curriculari, anche non relative agli insegnamenti del primo anno, quali esami, prove e sedute di laurea, nel rispetto delle linee guida del ministero dell’universita’ e della ricerca”. E’ quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm con le ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza Covid-19.