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Nel campo Rom napoletano 29 positivi: arriva l’Esercito per sbarrare uscite e accessi

Screening disposto dall’Asl Napoli 1 Centro nel campo rom della Circumvallazione esterna. Da questa mattina il personale del distretto sanitario di base di Scampia, diretto da Beniamino Picciano, e due unita’ Usca hanno iniziato l’attivita’. Saranno sottoposte a tampone 330 persone residenti nel campo nomadi dell’area Nord. L’obiettivo e’ di completare lo screening entro la giornata di oggi per garantire che i tamponi vengano processati immediatamente. Lo screening e’ stato disposto dopo la positivita’ al Covid-19 riscontrata su due persone di etnia rom, residenti nel campo della Circumvallazione esterna, che erano state ricoverate all’ospedale Cardarelli. Quando e’ emersa la positivita’, l’Asl ha disposto l’esecuzione dei primi tamponi nel campo rom seguendo il contact tracing, successivamente allargato ad altri residenti nel campo nomadi. Da questo primo screening e’ emerso che, su 65 tamponi eseguiti tra il 25 e il 30 novembre, sono risultate positive 29 persone, con una percentuale tamponi-positivi del 44,61%.

Ieri pomeriggio, per far fronte a questa situazione, si e’ svolta una riunione che ha coinvolto Asl, prefettura, Comune e questura di Napoli, agli esiti della quale l’unita’ di crisi regionale della Campania ha pianificato lo screening di tutti i residenti nel campo rom, circa 330 persone, per verificare il contagio e contenere la diffusione del virus. “Tutte le attivita’ – spiegano dall’Asl all’agenzia Dire – si sono svolte in un clima di grande collaborazione sia istituzionale che tra gli operatori sanitari e la popolazione del campo rom. L’obiettivo e’ completare lo screening entro questo pomeriggio ed iniziare immediatamente la processazione in laboratorio. In questo modo, gia’ dalla mattinata di domani, si potranno analizzare gli esiti ed applicare le consequenziali attivita’ secondo gli scenari che abbiamo gia’ immaginato. È importante che, nel caso di un confinamento numeroso, l’Asl provvedera’ ad un presidio sanitario di supporto alla popolazione del campo rom, mentre l’assistenza sociale ed alimentare e’ di competenza comunale”.

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