La mortalità totale in Campania nei mesi di ottobre e novembre è stata superiore del 32,4% rispetto alla media nello stesso periodo negli anni 2015-2019. È la prova che la seconda ondata del Covid-19 ha colpito duro, al punto da farne la prima regione del Mezzogiorno per variazione percentuale dei decessi. A rivelarlo è il quarto rapporto dell’Istat e dell’Istituto superiore di sanità che ha preso in esame l’impatto della pandemia di Coronavirus sulla mortalità totale della popolazione residente. I numeri dimostrano che è stato novembre 2020 il mese di gran lunga peggiore. Il tasso di mortalità complessivo in Campania è schizzato addirittura al +46,3% rispetto alla media registrata nello stesso periodo negli anni 2015-2019. Basti pensare che a ottobre l’incremento era stato del 18,2%. Decessi sui quali, ovviamente, il Covid-19 ha inciso pesantemente.

I numeri

Se si prende in esame il bimestre ottobre-novembre, si scopre che in Campania l’incremento del tasso di mortalità è stato di gran lunga superiore a quello registrato nel Sud: 32,4% contro il 24,3% nel Mezzogiorno. Nessuna regione meridionale ha registrato incrementi così elevati. Nel report si legge anche che durante la seconda ondata del Covid-19 la diffusione, in termini di tasso di incidenza cumulativa ha riguardato con più intensità le province del Nord-est, «ma anche una parte della regione Campania (Napoli e Caserta)».