In molti si limitano ad annuire con la testa: «Tutto vero, in Cina c’è un vaccino efficace contro il Coronavirus e qualcuno sta partendo da qui per la profilassi e fanno ritorno dopo un mese, quando sono immuni». Non è una banale voce quella del vaccino antiCovid di Pechino. Del resto ieri la Guardia di Finanza ha aperto un’inchiesta che riguarda però soltanto chi è riuscito a farsi spedire la dose direttamente in Italia. Invece è chiaramente del tutto legale tornare in patria, farsi l’iniezione e poi rientrare secondo i tempi stabiliti dall’eventuale quarantena. Abbiamo ascoltato in tal senso alcuni commercianti cinesi dei Paesi Vesuviani. A San Giuseppe Vesuviano c’è anche chi è rientrato dalla Cina: «Sono immune, il vaccino funziona», dice.

Un’altra conferma arriva da un negoziante di Poggiomarino: «Nostri parenti in Cina hanno fatto il vaccino, ma le dosi sono poche, le stanno distribuendo ma non a tutti. Non crediamo possano essere spedite fino a qui, semplicemente perché mancano». Anche a Terzigno c’è chi conferma: «Ma noi aspettiamo il vaccino in Italia, non è il caso di restare un mese lontani, poi sappiamo che è difficile ottenere una dose dal governo di Pechino, siamo un miliardo di abitanti e privilegiano chi è residente». La conferma della profilassi cinese, insomma, c’è e non sembra essere una boutade tirata fuori così per caso.