“Stiamo raccogliendo i casi di sindrome Kawasaki e simil Kawasaki della seconda ondata di Covid e con quelli di Como sono in tutto 36 quelli di cui abbiamo avuto notizia da ottobre a oggi: 3 a Palermo, 5 a Napoli, 2 a Messina, 1 a Firenze, 1 a Perugia, 3 a Genova, 1 a Brescia, 2 a Padova, 1 a Reggio Emilia 3 a Torino, 8 a Milano, 1 a Bolzano, 1 a Rimini e 1 a Bari”. Lo spiega Angelo Ravelli, segretario gruppo di studio di Reumatologia della Societa’ Italiana di Pediatria (Sip) e direttore della clinica pediatrica e reumatologia dell’Ospedale Gaslini di Genova. La meta’ circa dei casi segnalati “ha riportato i sintomi della malattia Kawasaki classica e l’altra meta’ ha avuto forme piu’ severe e aggressive dette sindrome infiammatorie multiorgano, o simil Kawasaki, che interessa anche il cuore, provocando miocarditi che possono richiedere il ricovero in rianimazione”. Non sono causate direttamente dall’infezione da Sars-Cov-2 ma sono reazioni iperinfiammatorie post infettive indotte dalla risposta immunitaria anomala, facilitata da fattori di rischio o predisposizione genetica.

“Con la prima ondata pandemica, da febbraio a maggio, abbiamo raccolto 149 casi di cui due terzi erano Kawasaki, e il restante simil Kawasaki”, afferma Ravelli, ricordando i risultati di uno studio multicentrico in via di pubblicazione, illustrato al congresso digitale straordinario della Sip. Fino ad oggi “nessun decesso si e’ verificato in Italia per questo motivo. Nei casi piu’ gravi si interviene anche con il cortisone endovena a alte dosi oltre che con le immunoglobuline”. Quanto ai sintomi che devono mettere in allerta genitori e pediatri: “febbre elevata che non risponde antibiotici, congiuntiviti, rash cutaneo tipo morbillo, fissurazione delle labbra e lingua a fragola, in alcuni casi mani e piedi gonfi e ingrandimento delle linfoghiandole alla base del collo. Nei casi di simil Kawasaki – conclude – si aggiunge anche vomito, diarrea, dolori addominali e tachicardia, fino al collasso”.