Ai fratelli Alfredo, Luigi e Alan Cristian Batti veniva contestata l’accusa di aver creato e gestito un’associazione camorristica finalizzata all’imposizione di estorsioni per debiti di droga e di essersi interessati di armi e spaccio di stupefacenti sul territorio di San Giuseppe Vesuviano, comune tradizionalmente ritenuto dagli inquirenti sotto lo strettissimo controllo del clan Fabbrocino, fondato dal defunto boss Mario “’o gravunaro”. Con quest’ultima organizzazione i Batti avrebbero avuto negli anni rapporti “altalenanti”. Tornando all’inchiesta per la quale il clan vesuviano è stato ieri condannato, nel corso delle indagini era stato scoperto anche un vero e proprio arsenale da guerra. Una cosca tutt’altro che di secondo piano.

ECCO LE CONDANNE. Alfredo Batti, 20 anni; Luigi Batti 11 anni e 9 mesi; Alan Cristian Batti, 10 anni e 5 mesi; Ana Maria Adascalitei, 2 anni e 8 mesi; Salvatore Ambrosio, 8 anni e 6 mesi; Angelo Auriemma, 9 anni; Giuseppina Batti, 8 e 4; Tommaso Gabriele Boccia, 6 anni e 2 mesi; Gaetano Buono, 6 anni; Ferdinando Campanile, 9 anni; Davide Carbone, 10 anni e 8 mesi; Giovanni Chirico, 9 anni e 1 mese; Mario Cutolo, 2 anni e 8 mesi; Carmela De Nicola, 2 anni e 8 mesi; Salvatore Di Matola, 4 anni; Mario Nunzio Fabbrocini, 7 anni e 10 mesi; Vincenzo Guastafierro, 8 anni e 4 mesi; Gennaro Izzo, 6 anni; Cristian Sorrentino, 8 anni e 10 mesi; Michele Tufano, 9 anni e 10 mesi; Paolo Villacaro, 6 anni.