È morto ieri, dopo una breve malattia il professor Raffaele Capasso, avvocato, docente, blogger acclamato e “avvocato del popolo” in una seguitissima pagina Fb. Il decesso al Monaldi dove era stato operato cuore, ma quando sembrava si stesse riprendendo, c’è stato un improvviso aggravarsi delle sue condizioni. Il professor Capasso era diventato celebre durante la visita a Napoli del premier Giuseppe Conte. A rendere celebre la sua interazione con il presidente del Consiglio, in merito al disegno a firma del senatore Urso sui crediti in sofferenza, non tanto l’argomento della conversazione quanto l’outfit dell’avvocato napoletano. Capasso, che stava riposando sul divano, seppe da un amico che Conte era sul balcone di fronte al suo studio in visita alla redazione di Fanpage. Capasso non si perse in ciance e si affacciò in mutande e maglietta per rivolgersi al premier. «Se avessi perso tempo a trovare un pantalone da mettere, avrei perso l’occasione» spiegò poi l’avvocato in un’intervista al Corriere.

L’addio

«Perché come dice Foscolo la speranza è l’ultima dea che fugge dai sepolcri», aggiunse l’avvocato. Capasso aveva 72 anni e per quaranta ha esercitato la professione di avvocato, insegnando allo stesso tempo diritto privato all’Università di Salerno. La questione che aveva sottoposto al presidente del Consiglio lo riguardava da vicino. Per un investimento fatto in passato ha rischiato di trovarsi costretto ad abbandonare la sua casa. Capasso voleva allertare il premier che esisteva in Senato una proposta di legge. Fin dal 12 settembre 2018 «di rara intelligenza e di raro beneficio per gli italiani, che da due anni era ancora alla prima commissione». I funerali si terranno questa mattina alle 12,30 nella chiesa di Santa Lucia a Mare.