Scuola in presenza dal 9 dicembre? Il governo non fa mistero di lavorare all’ipotesi. Lo ha ribadito ieri sera il ministro della Salute Roberto Speranza a DiMartedì e la ministra Azzolina ha più volte sottolineato di voler fare il possibile per riavviare la didattica in aula quanto prima. La data del 9 dicembre, però, non trova tutti d’accordo: alcune Regioni, infatti, non sono pronte. Restano irrisolti, in primis, i nodi dei trasporti e poi ci sono i dubbi sanitari. Secondo l’immunologo Galli, ad esempio, «riportare gli alunni in aula sarebbe un vero boomerang».

Per Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico e probabile neo-commissario alla sanità in calabria, aprire il 9 dicembre «potrebbe essere una buona opzione, bisogna far ritornare ragazzi e docenti a scuola garantendo la sicurezza, il rischio deve diventare compatibile con la disponibilità di risorse per tamponi in tempo reale e tracciamento a supporto della vita scolastica». «Riteniamo che l’apertura delle scuole non sia a rischio zero però è un rischio sicuramente inferiore di immaginare i ragazzi liberi di andare nei centri commerciali senza regole ed è un rischio che prende in considerazione la salute psicofisica dei ragazzi – ha aggiunto Miozzo a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24 – Non è pensabile lasciare milioni di giovani nella didattica a distanza per un anno intero, avremo quest’anno dei liceali che arriveranno alla maturità avendo fatto un mese di scuola in presenza, questo è inaccettabile».