«I dati dello screening saranno esaminati dall’Unità di Crisi. Se avremo un tasso di bambini e insegnati positivi alto e sentiamo che non è garantita la sicurezza a scuola immagino che l’Unità di Crisi possa rivedere la scelta di riaprire. Di sicuro non andremo allo sbaraglio». Lo afferma all’Ansa l’assessore all’istruzione della Regione Campania Lucia Fortini guardando allo screening di bombi e personale scolastico in vista della riapertura delle materne e della prima classe della primaria il 24 novembre.

«La procedura di screening – spiega – è strategica per la ripresa, ci darà il quadro della situazione, ma la ripresa non è obbligatoria. Noi abbiamo chiuso per primi poi hanno chiuso anche in molte altre Regioni, quindi avevamo ragione e ora ponderiamo. Questo è un messaggio che mando anche alle madri che ci dicono di non riaprire. Mi chiedo dov’erano quattro settimane fa quando si svolgevano le manifestazioni in strada contro la dad. Capisco che ci siano genitori preoccupati ma a tutti ripeto però che torneremo in aula se ci sarà la sicurezza per farlo. Mi dispiace sentire che usiamo i bimbi come cavia, ci muoviamo prima di tutto sulla tutela della salute. Per la scuola dell’infanzia non ci saranno problemi perchè non è un obbligo, per la primaria troveremo delle soluzioni per non costringere nessuno. Qualche dirigente scolastico sta provando a orientarsi su una didattica mista ci avevano provato anche quando le scuole erano aperte con i bimbi in isolamento a far fare loro qualche ora a distanza».