In appena 20 giorni 200 pazienti dalla Campania sono “scappati” nel Lazio nel tentativo di farsi ricoverare dopo il diniego da parte degli ospedali regionali. L’Asl di Latina ha segnalato il caso all’autorità giudiziaria ed in questura c’è un elenco con i primi 27 nomi di cittadini di Napoli o Caserta che hanno attraversato il confine per andare a farsi curare in un ospedale del Sud Pontino. Spostamenti che sono iniziati quando la Campania era ancora zona gialla e che sono proseguiti anche ora che è rossa.

“L’effetto zona rossa è durato poco”, racconta Giorgio Casati, il direttore generale dell’Asl di Latina, il primo a lanciare l’allarme su quello che il Messaggero chiama “pendolarismo sanitario”. Pendolarismo pericoloso, perché rischia di saturare un sistema sanitario, quello del Lazio, che ancora tiene, moltiplicando i posti letto ogni settimana. “Il 13 e 14 novembre – spiega Casati – il numero di accessi da fuori regione era calato, anche perché la notizia di questi spostamenti anormali ha iniziato a circolare. Ma già dal 15 i dati sono tornati a crescere, soprattutto all’ospedale di Formia”. Intanto tra i casertani “emigrati” c’è un uomo che è deceduto a Cassino.