“Campania in zona gialla è uno scandalo!! Non sono avvezzo a usare parole cosi dure, ma questa volta lo dico senza giri di parole e ben consapevole di non essere politicamente corretto e di aprire la guerra fra poveri. In questo caso, però, non mi interessa avere mezze misure”. Così, in un post sul suo profilo personale Facebook, Andrea Tronzano (FI), assessore al Bilancio della Regione Piemonte, dopo la suddivisione dell’Italia in zone gialle, arancione e rosse, come appunto il Piemonte (con Lombardia, Valle d’Aosta e Calabria). “Il popolo italiano, spettabile governo composto da non eletti e da persone che hanno perso tutte le elezioni negli ultimi 5 anni, merita rispetto, trasparenza e verità. – continua Tronzano – Questa decisione è uno scandalo degno dei peggiori regimi totalitari e, aggiungo, comunisti!”.

E ancora: «Il ministero della Salute renda pubblici i dati. Perché, ci chiediamo in queste ore, regioni come la Liguria, la Campania e il Lazio, di cui conosciamo anche dalla stampa la crisi dei tassi di occupazione dei posti letto, che sono superiori anche di tre volte rispetto a quelli della Sicilia, non sono ‘arancionì?». A porre l’interrogativo è Antonino Giarratano, che è vice presidente della società Italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) e componente del Comitato tecnico scientifico della Regione siciliana. «La domanda non nasce dall’invidia – dice Giarratano – ma è sanitaria ed è finalizzata a capire se vi è tutela della popolazione di quelle regioni. Se la Sicilia dovesse mai tornare ‘Covid freè e queste regioni che hanno numeri peggiori dovessero poi riprendere a trasferire il virus grazie ai confini aperti?». «È ovvio che il ministero avrà i dati del monitoraggio dei 21 punti e, sulla base di un sistema a punteggio oggettivo, sarà arrivato a queste determinazioni – prosegue – non posso certo pensare che tali dati siano stati trasmessi taroccati anche se, per esempio, sui tassi di occupazione dei posti letto in particolare intensiva di alcune regioni qualcosa non torna».

E insorge anche un altro nemico giurato di De Luca, Flavio Briatore:  ”Abbiamo visto il Decreto di Conte: Piemonte, Calabria e Valle D’Aosta area rossa, la Campania invece area gialla! E’ fuori di testa”. Così Flavio Briatore in un video postato sulle sue storie di instragram sul nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. ”La cosa più facile per loro (il Governo, ndr) ora è chiudere i bar, i ristoranti e i centri commerciali ma non si rendono conto che queste persone hanno investito soldi che il Governo gli ha chiesto di investire per lavorare”. E poi torna ad attaccare il presidente delle Regione Campania Vincenzo De Luca: ”Invece di parlare della mia ‘prostatite polmonare’ e tutte ste caz… qui, sapendo che questa seconda ondata di contagi sarebbe arrivata perché annunciata da tutti i nostri medici e virologi, non ha fatto niente”. Tornando al Dpcm l’imprenditore continua: “I trasporti non li hanno aumentati e la gente il virus non lo prende al ristorante ma a scuola, quando ci sono gli assembramenti e quando si è in vicinanza di altre persone. Il Governo doveva aumentare i servizi! Vedi i bambini nei banchi seduti a un metro di distanza e poi schiacciati nei bus come delle sardine”. ”Anche le scuole hanno penalizzato- conclude- non tutti hanno il digitale e possono collegarsi. Insomma hanno fatto il solito casino che crea solo confusione. Ormai siamo in balia dell’ennesimo decreto e di un Governo non fa niente per agevolare i cittadini”