C’era una volta…così iniziano le favole e le bambine lo sanno che regine e principesse animeranno le pagine colorate di una fantasiosa avventura. Tutta rosa, capelli lunghi, occhi grandi e nasino all’insù saranno i tratti scontati di una principessa, in attesa del bacio del principe azzurro che coroni il sogno d’amore. Altrimenti, non è una vera principessa, così dicono. Forse dicevano! Diamoci un taglio. Niente di più triste che essere ferma ad aspettare qualcuno che ci completi, come se non lo fossimo già di nostro. La metà di una mela che per sentirsi perfetta passa la vita a cercare affannosamente l’altra. E se invece insegnassimo ai nostri bambini che la vita è meravigliosa se la si vive nella piena consapevolezza di sè? Di essere altro dagli stereotipi di genere che il passato continua a propinarci come futuro? Non fermiamoci a lanciare il cuore oltre l’ostacolo, ma la testa. Non limitiamoci ad essere etichettate come delle ”quote rosa”, ammetteremmo, senza mezzi termini, che siamo una minoranza che va protetta. Ma protetta da Chi? Siamo noi le paladine di noi stesse.

Dobbiamo esigere rispetto da tutti, denunciando ogni forma di sopraffazione e mortificazione, soprattutto quando esse provengono da colui che abbiamo scelto al nostro fianco, nel percorso di vita. Amico, fidanzato, marito, compagno non devono ‘accompagnarci’, per quello ci sono gli amici a quatto zampe, ma sceglierci ogni giorno. Questa bellissima e maledetta giornata in cui si ricordano le donne, vittime di violenza, dobbiamo viverla come l’occasione per affermare che dalle cicatrici, che segnano i loro corpi, dovremmo imparare tutti noi a tracciare le mappe delle soluzioni ad una tragedia che tinge di rosso il rosa, di viola il blu di un cielo che ci ricorda che siamo vive. Oggi più che mai mettiamoci la faccia. Io ho iniziato dalla mia.