Sono passati quarant’anni da quando la terra tremò per 90 interminabili secondi. Erano le 19.34 di una domenica qualunque e un fortissimo terremoto di magnitudo M 6,9 della scala Richter investì un’area di 17.000 Km2, con epicentro tra Campania e Basilicata. Alla fine delle operazioni di soccorso si contarono 2.914 morti, circa 10.000 feriti e quasi 400.000 senzatetto. L’ultima vittima fu rinvenuta il 5 gennaio del 1981. Un disastro immane che scosse le coscienze di mezzo mondo. Pertini, allora Presidente della Repubblica, riservò agli italiani un appello intriso di rabbia ed esortazione: ”A tutte le italiane e gli italiani: qui non c’entra la politica, qui c’entra la solidarietà umana, tutte le italiane e gli italiani devono mobilitarsi per andare in aiuto a questi fratelli colpiti da questa nuova sciagura. Perchè credetemi, il modo migliore di ricordare i morti è quello di pensare ai vivi”.

Un’accusa alla lentezza dei soccorsi ed un inno alla solidarietà. Quel ‘Fate presto’ che imperava sulla prima pagina del Mattino di Napoli del 26 novembre del 1980, era una dolorosa richiesta di intervento da parte di un popolo che viveva una situazione di emergenza. Un grido di aiuto che oggi è più sentito che mai!