La Procura della Città di Buenos Aires insieme alla polizia della capitale hanno effettuato tre perquisizioni simultanee contro le tre persone che si sono fatte il selfie posizionandosi accanto alla bara con il corpo di Diego Maradona e ancora aperta. Lo hanno riferito fonti investigative. I tre erano (sono stati infatti subito licenziati appena le foto sono circolate e scatenato l’ira degli argentini, ndr) dipendenti della Funeral Home Sepelios Pinier e si erano presi cura del cadavere dell’ex calciatore. I saranno chiamati a testimoniare dalla Procura ma non sono stati arrestati perchè non quanto loro contestato non sono comunque crimini che giustificano un provvedimento restrittivo. La Procura numero 25 di Buenos Aires per Criminal, Cattiva Condotta e Misdemeanor li citerà in linea di principio per presunta profanazione di un cadavere ed è possibile che vengano anche accusati di violazione di “diritti molto personali”. Intanto uno dei tre protagonisti ha deciso di costituirsi alla polizia: «Vogliono uccidermi», ha detto.

Si sta indagando sulla pubblicazione delle fotografie dei dipendenti con il corpo di Maradona, alcune immagini che sono state scattate prima che la salma venisse velata e trasferita alla Casa Rosada, e hanno fatto il giro del mondo nei giorni scorsi. Le fotografie originali mostrano il corpo senza vita di Maradona, che non è stato visto in altro modo da quando la bara è rimasta chiusa durante la veglia. Durante le perquisizioni personali la Polizia ha sequestrato tre telefoni cellulari, un laptop, una chiavetta USB e diverse magliette che corrispondevano agli abiti che indossavano gli indagati al momento dello scatto delle foto.