Con l’ordinanza del 13 novembre 2020, a firma del Ministro della salute Roberto Speranza, la regione Campania entra a far parte della zona rossa a partire dal 15 novembre.

Quali obblighi contiene l’ordinanza?

  • È vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro.
  • Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. Consentito l’asporto fino alle 22. Nessuna limitazione per la consegna a domicilio.
  • Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di prima necessità.
  • Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici.
  • Le attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria riprenderanno dal 24 novembre, previa effettuazione di screening su base volontaria sul personale docente e non docente e sugli alunni. Per gli ordini e gradi scolastici diversi, l’Unità di crisi regionale all’unanimità ha ritenuto di dover confermare la didattica a distanza (ordinanza regionale)
  • Sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle di interesse nazionale riconosciute da CONI E CIP. Chiusi i centri sportivi. Consentita l’attività motoria nei pressi della propria abitazione ed all’aperto in forma individuali.
  • Chiusi musei, mostre, teatri, cinema, palestre, sale giochi, sale scommesse, bingo anche nei bar e nelle tabaccherie.
  • Mezzi pubblici con capienza al 50%, fatta eccezioni per i mezzi di trasporto scolastico.

I congiunti non figurano nel nuovo Dpcm. Nelle zone rosse quindi non si potrà far visita a parenti, fidanzati o amici, a meno che il familiare non sia disabile o versi in stato di bisogno perché in quel caso scatta lo stato di necessità che legittima lo spostamento.

Quali sono le sanzioni previste?

Le sanzioni, previste per chi viola le prescrizioni imposte dal DPCM, sono analoghe a quelle previste per il primo lockdown di marzo. Sono infatti previste sanzioni amministrative di importo pari a 400 euro, che diventano di 280 se pagate entro 5 giorni dall’accertamento.

Si tratta delle sanzioni per chi effettua spostamenti senza giustificato motivo, vale a dire comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero motivi di salute. La sanzione viene tuttavia elevata di un terzo, nel caso di violazione commessa in auto.

Avverso la sanzione è ammesso ricorso dinanzi al Prefetto, entro 60 giorni dall’accertamento, o dinanzi al Giudice di pace territorialmente competente entro il termine di 30 giorni.

Quando scatta la responsabilità penale?

Si rischia un procedimento penale solamente nei casi più gravi.

  • Se si esce di casa in caso di positività al Covid, contagiando altre persone, scatta la responsabilità per epidemia colposa, con pena da sei mesi a tre anni.
  • Se non si rispetta la quarantena, si rischia la reclusione da 3 a 18 mesi ex art. 7 D.L. 19/20;
  • Chi viola la quarantena fiduciaria rischia solamente la sanzione amministrativa;
  • Rischia il reato di falsa attestazione ad un pubblico ufficiale chi rende una falsa autocertificazione circa i motivi dello spostamento durante.

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