«Il Signore ha accolto tra le sue braccia il nostro don Biagio Pellecchia, già parroco della cattedrale di San Matteo. Risultato positivo al Covid-19 non è possibile celebrarne i funerali. Lo accompagnino ancora più intensamente la nostra preghiera e i nostri sentimenti di gratitudine per il ministero da lui svolto». Lo scrive l’arcivescovo Andrea Bellandi in un post pubblicato al primo mattino di ieri, sulla sua pagina Facebook. Alle 9 e 30, nella chiesa di San Biagio, a Forino (Avellino), si sarebbero dovuti svolgere i funerali del sacerdote, scomparso venerdì a 76 anni. Le esequie erano già fissate, ma l’esito positivo del tampone, comunicato dall’Asl al sindaco del comune avellinese, Antonio Olivieri, ha tolto anche la possibilità di dare l’ultimo saluto a un sacerdote amato, prete dei semplici. Il Covid 19 è terribile anche perché priva dell’estremo commiato e in qualche modo, rende più difficile assimilare il lutto, pur in una prospettiva cristiana.

Ed è forse per questo che l’arcivescovo sceglie di scrivere in prima persona un messaggio di riconoscenza e centinaia di persone, a commento, condividono il dolore. Don Biagio era già ammalato da tempo e spesso era costretto a ricoverarsi in quella Casa Sollievo della Sofferenza, che San Pio da Pietrelcina edificò, mattone su mattone a San Giovanni Rotondo. Il volto sofferente degli ultimi tempi rivelava sì la salute malferma, ma anche uno straordinario coraggio. Mercoledì 11 scriveva sulla sua pagina Facebook: «Cari amici, anche per me la sofferenza bussa alla mia porta. Spero che il mio calvario non sia distruttivo. Pregate per me». Un’ultima catechesi di poche parole, scritta con la penna del proprio dolore sempre aperto alla speranza, nella devozione alla Madonna di Fatima, filiale e semplice come quella dei bambini. Don Biagio c’era sempre per chi lo cercasse. Lo ricorda, fra i tanti, l’amico e sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante: «Dolore e tristezza per la sua scomparsa. Era un grande uomo e un grande sacerdote, riferimento autentico di tanti nuclei familiari e da tutti amato. Anche per la mia famiglia e per i miei figli è stata preziosa guida morale spirituale; nei giorni difficili, don Biagio, nella sua casa di Forino, ci ha sempre saputo dare, con la sua immane dolcezza e con la sua gigantesca forza d’animo, conforto e consiglio. L’ho sentito, sereno come sempre, pochi giorni fa quando mi parlò, preoccupato, della pandemia che aveva toccato anche una sua conoscenza di Baronissi. Altruista come sempre». Don Biagio c’è sempre stato per i fedeli della cattedrale di Salerno, guidata fino al 2001, così come per i parrocchiani di Piazza di Pandola, Figlioli e Borgo di Montoro e di Pandola di Mercato San Severino, comunità dove aveva svolto il suo ministero.