Si è contagiato nel carcere di Poggioreale ed ieri ha perso la vita all’ospedale Cotugno di Napoli dove era stato ricoverato per i problemi respiratori sopraggiunti durante la detenzione. La vittima è Giuseppe I., napoletano di 66 anni, già affetto da patologie pregresse come una cardiopatia che secondo i suoi legali era tra l’altro poco compatibile con il regime carcerario. Nei giorni scorsi il garante dei detenuti regionale, Samuele Ciambriello e quello del Comune di Napoli, Pietro Ioia si erano recati insieme ad alcuni associazioni di ex detenuti e ai parenti di chi è in carcere dal prefetto di Napoli Marco Valentini chiedendogli di farsi portavoce presso il Governo di una situazione a dir poco complicata. «Rilancio il mio appello alla politica a fare la sua parte. Si ridiscutano gli articoli 23, 24 e 28 del decreto Ristori del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede relativamente alle norme anti Covid. È una questione di civiltà», afferma Ciambriello.

Tra le proposte dei Garanti gli arresti domiciliari per chi ha da scontare in cella soltanto un anno di pena. Braccialetto elettronico per i detenuti che devono scontare da 2 a 1 anno. Arresti domiciliari per i detenuti con una pena residuale di 6 mesi, anche per quelli condannati con reati ostativi e cure al di fuori delle carceri per chi ha malattie croniche. «E aggiungo la necessità di creare spazi esterni al carcere dove trattare i casi di positività al Covid. Almeno la buona notizia è rappresentata dalla guarigione di alcuni detenuti, tornati poi in cella» dice ancora Ciambriello. Dal canto suo il prefetto Valentini, come specificato in un comunicato a margine dell’incontro del 14 novembre, “ha assicurato massima attenzione alla delicata problematica che verrà attentamente seguita negli sviluppi successivi’’. «Speriamo non ci siano altri decessi – afferma il garante del Comune di Napoli Pietro Ioia – ma il Governo deve prendere una posizione ma notiamo una totale assenza del ministro della Giustizia. Oramai nelle carceri il Coronavirus è entrato prepotentemente, gli spazi sono pochi per i detenuti e non ci sono aree Covid dedicate. Cosa aspettano, che ci sia una rivoluzione nelle carceri? Il ministro vada a visitare le carceri e si renda conto delle attuali condizioni, sono delle polveriere».