Un piano per il Natale ai tempi del Covid non è ancora nero su bianco. Ma nei lunghi vertici a palazzo Chigi e nelle conversazioni a margine tra i ministri che seguono il drammatico dossier dell’epidemia, qualche idea sta saltando fuori. Però Roberto Speranza (Salute) frena, dice che «è tutto prematuro». Perché ogni decisione dipenderà dalla tenuta del sistema sanitario e da come tra quaranta giorni sarà la curva dei contagi. E perché, se l’allarme restasse alto, e le misure di contenimento fin qui adottate e quelle che verranno prese nei prossimi giorni non avranno sortito gli effetti sperati, i margini saranno minimi.

Basti pensare che attualmente vige il coprifuoco in tutta Italia dalle 22 alle 5 del mattino, dunque se la situazione non migliorerà e la stretta non dovesse essere allentata, più che un cenone di Natale si dovrebbe ripiegare sull’apericena. E se sarà salvo il pranzo natalizio, chi vive nelle “Regioni rosse” – e dunque non può uscire di casa se per non ragioni di lavoro, salute o necessità – sarebbe invece costretto a trascorrere anche il giorno di Natale con i soli familiari conviventi. Allo stesso tempo sarebbero vietate le riunioni familiari tra persone che risiedono in Regioni di diverso colore: appare improbabile infatti un doppio salto (da rosse a gialle, dove è consentito varcare i confini) di Lombardia, Calabria, Piemonte e forse Campania (si decide oggi). Come difficile (ma non impossibile) sarà ritrovare tra 40 giorni Sicilia, Puglia, Umbria, Toscana, Abruzzo tra le Regioni della fascia gialla.

Non è però questo il Natale che immagina il premier Giuseppe Conte, che teme per la tenuta psicologica del Paese e per i gravi contraccolpi sui consumi natalizi. L’idea che sta prendendo forza nel governo, sempre nella speranza che l’epidemia dia un po’ di respiro, è quello di concedere una deroga breve alle restrizioni (qualora non fossero state allentate). E di permettere agli italiani di trascorrere le Feste assieme ai «parenti più stretti, di primo grado», come dicono il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia e la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. Traduzione: genitori e figli, fratelli e sorelle. Facendo però la massima attenzione. Preservando le persone anziane. Evitando baci e abbracci. Possibilmente usando la mascherina fin quando non ci si mette a tavola. Perché, come dicono i dati, il 75-80% dei contagi avviene in famiglia.