Dalla Camera Penale di Torre Annunziata l’ennesimo grido d’allarme contro il deterioramento del rapporto tra magistrati e avvocati. L’organismo ha inviato un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, all’Unione delle Camere Penali e ai consigli dell’ordine di Torre Annunziata e di Brindisi. Protagonista, stavolta, l’avvocato penalista Ilaria Miele e un giudice del Tribunale di Brindisi, il dottor Angelo Zizzari. Uno scontro che è andato ben oltre il normale confronto dialettico, così come scrive il quotidiano Roma oggi in edicola. Nel corso dell’udienza, c’è stata una viva interlocuzione tra le parti. Ma pare che il giudice Zizzari abbia chiesto di identificare l’avvocato, cioè ha chiesto i documenti all’avvocato Miele. Per un avvocato, si tratta di un’umiliazione. Dal verbale, si legge: “dispone altresì che il difensore Ilaria Miele esibisca documento di identità e tesserino Ordine Avvocati di Torre Annunziata”. A questo punto, l’avvocato Miele non ci sta. È iscritta all’ordine dal 22 gennaio 2015, è inserita nell’elenco dei difensori d’ufficio ed esercita la professione, con passione e dedizione, nel suo studio di Torre del Greco.

Sempre il Roma riporta Il Giudice incalza: «No, non va bene. Dov’è la sua toga? Lei che avvocato è? Io trasmetto gli atti al Consiglio dell’Ordine. Io non capisco lei che è venuta a fare qua, francamente, perché ha due tesserini in cui non si vede la fotografia, anche questo sarà oggetto di valutazione. Va bene? Io non so questo modo di procedere». L’avvocato Miele tiene il punto: «Giudice, io non ho problemi perché io sono l’avvocato Ilaria Miele del Foro di Torre Annunziata, tessera 4938». Ma Zizzari insiste: «Anche questo sarà accertato, anche questo». Tutto ciò, nel mezzo di un’udienza penale e al cospetto dell’imputato che, tra l’incredulo e lo sbigottito, ha assistito al duello tra avvocato e giudice.

La Camera Penale di Torre Annunziata, nell’esposto firmato dal segretario, l’avvocato Salvatore Barbuto, stigmatizza non l’iniziativa di identificare il difensore ma “che la censura da parte del giudice divenga violenta, trasmodando, come accaduto nel caso di specie; mettendo ripetutamente in dubbio l’identità del difensore costituito, pur dopo avendola verificata personalmente; criticandone la professionalità, la strategia, la stessa presenza innanzi all’Ufficio. Il tutto agitando lo spauracchio di valutazioni, di potenziali conseguenze disciplinari o peggio penali. Speriamo che l’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata manifesti la sua solidarietà all’avvocato Miele”. Nel frattempo, però, l’Ordine oplontino non ha fatto sentire la sua voce.