Non solo Covid al Cardarelli. C’è, infatti, anche tanta buona sanità e merita di essere segnalata. Nei giorni scorsi, nel caos che tutti conosciamo, è stato effettuato un delicatissimo intervento su di una paziente di oltre settant’anni, affetta da un voluminoso tumore endotoracico di ben quattro chilogrammi, che, per la sua mole, aveva comportato lo schiacciamento dell’intero polmone sinistro e la compressione con spostamento del cuore. Dopo un’attenta valutazione da parte di un team multidisciplinare, la paziente è stata sottoposta ad una iniziale procedura presso l’unità di radiologia interventistica diretta da Raffaella Niola, per ridurre l’anomala vascolarizzazione e quindi il rischio di un copioso sanguinamento. Trasferita nella sala operatoria della chirurgia toracica presso il padiglione A la paziente è stata operata dall’equipe composta dal primario Gianluca Guggino, dai dottori Mario Sorice e Aniello Della Morte, dall’anestesista Emanuela Sellini, coadiuvati dai Cpsi Cristina Garzone e Ferdinando Capone.

Il valore professionale dell’unità di chirurgia toracica del Cardarelli rappresenta da tempo un riferimento regionale e ha visto crescere la richiesta di prestazioni di elevata complessità anche nel campo della chirurgia oncologica pediatrica. Ed è recente un intervento che ha visto coinvolto un bambino di tenera età, affetto da una grave patologia polmonare, eseguito dal dottor Gianluca Guggino, in sinergia con il primario della chirurgia dell’Ospedale Santobono, Giovanni Gaglione, e con la collaborazione dell’anestesista dell’Ospedale Cardarelli, Nino Di Fuccia, e della strumentista Cristina Garzone.