Ha trascorso più di due anni in carcere da innocente: accusato di un omicidio, era stato condannato a 30 anni di reclusione in primo grado. Vittima dell’ingiusta detenzione un imprenditore di San Gennaro Vesuviano, Napoli, che dopo 800 giorni di carcere torna libero. In Appello, sono infatti cadute tutte le accuse nei confronti dell’uomo. Il rimborso che otterrà è di 188.656 euro. La vittima dell’omicidio di cui era stato accusato l’imprenditore era Luigi Borzacchiello. L’uomo era stato ucciso ad Afragola nel 2006. Nel 2012, sei anni dopo quel delitto, erano scattate le manette per l’imprenditore, legato dalla parentela con alcune persone coinvolte nell’omicidio. Come riferisce anche Tgcom24, l’uomo finì nel mirino delle indagini, che si basarono sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia.

Inizia il processo con il rito abbreviato, arrivano le condanne per i presunti killer, ma anche per l’imprenditore. In primo grado, l’imputato viene condannato a 30 anni di carcere. In Appello, però, l’intercettazione telefonica che in primo grado l’aveva inchiodato, viene completamente scardinata ed il processo si riapre. Si accerta l’impossibilità di sentire con oltre a mettere in risalto le contraddizioni dei pentiti. E il processo si riapre. Da una nuova valutazione dell’intercettazione ambientale, emergono voci confuse e l’impossibilità di distinguere con certezza quanto scritto nei verbali. Cadono quindi tutte le accuse e le dichiarazioni fatte dai pentiti crollano come un castello di carta. L’imprenditore viene completamente assolto da tutte le accuse e dopo 800 giorni di detenzione, finisce per lui un incubo.