Dopo un lungo confronto in Consiglio dei Ministri, con il CTS e le Regioni è prevalsa una scelta di buon senso: le palestre e le piscine sono rimaste aperte. In realtà, di fronte al fatto che nessuna evidenza scientifica avesse denunciato focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati, il Governo non ha potuto seguire l’orientamento di chi ritiene l’attività fisica in palestra come attività non essenziale. D’Altronde, sarebbe stato peggio spingere la popolazione che ha cura della propria salute nei parchi cittadini, piuttosto che proseguire in luoghi che rispettano regole e protocolli. Gli impianti sportivi, dalla riapertura di maggio, sono in grado di attuare protocolli di sicurezza anticovid e svolgere una importante funzione di tutela sociale per contrastare gli agenti patogeni. Ma è essenziale ribadire che per difenderci efficacemente bisogna stare bene, essere sani, forti e resistenti e avere un sistema immunitario che funzioni correttamente.

Numerosi gli studi scientifici che evidenziano l’influenza positiva della attività fisica sul sistema immunitario. Il rischio di contrarre il Covid19 in palestra è praticamente pari a zero. Uno studio condotto dall’UK Active, Regno Unito, ha dato credito alla affermazione che il rischio di contagio è quasi azzerato mentre si fa attività fisica. E’ chiaro che gli atteggiamenti individuali restano la prima forma di tutela, ma dedicarsi ad una regolare attività fisica, esercita nel tempo, una azione di protezione sull’organismo, per prevenire e difendersi dalla insorgenza delle patologie virali.