Una stretta a livello locale nelle zone del territorio nazionale dove l’indice Rt è più alto. Insomma lockdown mirati: questa l’ipotesi a cui sta lavorando il governo in queste ore. Sembra prendere forza la possibilità di fermare gli spostamenti tra regioni, fatti salvi motivi di lavoro, salute e urgenza. Tra le indiziate principali per i lockdown mirati ci sono Milano, Napoli e Roma tra le metropoli, la Lombardia, la Campania e il Piemonte (qui ci sono ben 16 ospedali riconvertiti alla cura del Covid) tra le regioni. Nelle ultime 24 ore in Italia il rapporto tra positivi trovati e tamponi effettuati (quasi 216 mila, nuovo massimo) è al 14,7%, mai così alto nella seconda ondata. In sostanza si trova un infetto ogni 7 test.

Sulla scuola: si sta valutando anche l’ipotesi di consentire la didattica in presenza fino alla seconda media e quella a distanza dalla terza media in poi. Un nuovo dpcm è atteso per lunedì 2 novembre.  Del tema, a quanto si apprende da fonti dell’esecutivo, si sarebbe parlato nella riunione fiume pomeridiana a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte, i capi delegazione ed il Cts.  Alla riunione erano presenti anche Silvio Brusaferro (Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità), Franco Locatelli (Presidente del Consiglio Superiore di Sanità), Agostino Miozzo (coordinatore del Cts) e il commissario Domenico Arcuri. Per la giornata di oggi non sono attese decisioni ma Conte e la maggioranza dovrebbero tornate a riunirsi domani.