«Ad oggi non riesco a programmare la riapertura del Comune perchè non siete in grado di fornire notizie certe. Sono arrabbiato perchè un dipendente del Comune è morto. Sono arrabbiato perchè oggi avete rimandato indietro i miei concittadini dopo averli convocati per il tampone». È quanto si legge in una Pec che il sindaco di Tufino Carlo Ferone ha inviato all’Asl Napoli 3 Sud a seguito della morte di un dipendete comunale positivo al Covid e ricoverato nell’ospedale di Boscotrecase. Nella lettera, il primo cittadino rileva come «queste emergenze andrebbero affrontate con professionalità e celerità, invece abbiamo assistito in questi tredici giorni alla sagra dell’approssimazione». Il dipendente deceduto era ricoverato dal 21 settembre scorso. «Da allora – scrive il sindaco – abbiamo chiesto comunicazioni a voi, autorità sanitaria che dovrebbe tutelarci, ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto una risposta ufficiale. Abbiamo chiesto aiuto, tutti i giorni, affinchè potessimo tutelare la salute dei nostri concittadini». È soltanto l’ultima di una serie di e-mail ufficiali inviate da Ferone all’Asl per denunciare i ritardi nei tamponi e chiedendo «l’intervento della prefettura» per consentire la riapertura del Comune. Sul caso sono intervenuti anche Stefano Caldoro, che guiderà l’opposizione di centrodestra nel Consiglio regionale della Campania, Massimo Grimaldi e Annarita Patriarca di Forza Italia.

In una nota, hanno espresso «solidarietà e vicinanza al Comune di Tufino e ai suoi cittadini. Quello che è accaduto è la fotografia di come la Regione stia affrontando l’emergenza Covid in Campania. Regnano approssimazione ed incompetenza. In queste circostanze – attaccano gli esponenti di FI – individuare in tempo utile un focolaio diventa una questione di fondamentale importanza. Invece, sono ormai oltre 15 giorni che i dipendenti del Comune di Tufino, risultati positivi a tamponi effettuati su iniziativa del sindaco Ferone in via del tutto privata, aspettano che l’Asl competente certifichi la loro positività e dia indicazioni su come procedere. Invece di ricorrere ad ordinanze inutili, la Regione dovrebbe preoccuparsi di effettuare i tamponi in modo assolutamente tempestivo e occuparsi davvero della salute pubblica».