“Questa recrudescenza che ci aspettavamo in autunno e’ arrivata prima proprio con il fenomeno con l’apertura delle frontiere: tante persone sono andate fuori, importando il virus”. Lo ha detto Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda dei Colli, in merito all’impennata dei contagi registrata negli ultimi giorni in tutta Italia. “Come si fa a dire che e’ stato un errore aprire le frontiere? Non si poteva pensare di chiudere – ha affermato – e creare oltre modo danni a tutto cio’ che riguarda l’economia del Paese. Era una situazione contemplata tanto e’ vero che ci eravamo gia’ attrezzati e la Regione aveva gia’ dato indicazione per l’ampliamento dei posti letto”.

“Non credo che l’incremento dei contagi sia legato alla campagna elettorale – ha aggiunto – anche perche’ siamo stati, come direttori generali delle aziende ospedaliere, sempre sollecitati dal presidente, a mantenere alta la guardia. Non me la sento di dire una cosa del genere”. “Ognuno di noi fa tra l’altro una esperienza tale che non si poteva consentire rallentamenti – ha concluso – Abbiamo lavorato tutta l’estate, senza alcun momento di interruzione che potrebbe esserci. Tutto cio’ che potevamo fare l’abbiamo fatto”.

La programmazione regionale per l’aumento dei posti letto da destinare a pazienti covid positivi, «è partita subito con tre Fasi, A, B e C». «Condivido pienamente la posizione del presidente De Luca, penso che queste restrizioni siano fondamentali – ha aggiunto di Mauro – Abbiamo il problema della facilità del contagio di questo virus.Tanti asintomatici che circolano tra di noi, questa diffusione del contagio che purtroppo ha innalzato anche la media dell’età delle persone che vengono contagiate, generando anche patologie abbastanza serie. Tanto è vero che nei nostri ospedali abbiamo purtroppo pazienti intubati in sub intensiva e altri pazienti con criticità. La polmonite interstiziale, quelli che sono ricoverati, ce l’hanno quasi tutti».