A Nola, nei pressi del CIS e dell’Interporto, una delle zone più belle e fertili della Campania – utilizzate dalla Camorra organizzata come discarica di rifiuti speciali provenienti dalle industrie del Nord e dalla Germania negli anni ‘80, come dichiarato da alcuni pentiti della Camorra nolana – il problema oggi è l’avanzata del cemento anche su zone archeologiche di inestimabile valore storico ancora senza vincolo archeologico.

I soci dell’associazione Spartacus di Ottaviano chiedono alla Sovrintendenza Archeologica di Napoli di intervenire presto con il vincolo e di iniziare subito uno scavo sistematico visto che non è mai stato fatto in precedenza come conferma l’archeologo Nicola Castaldo che in passato si è occupato di diversi scavi proprio a Nola. Da pochi mesi sono state abbattute le piante di noci nel terreno e il cemento è arrivato al confine del sito. Al momento non mancano visitatori, anche particolari.

*Biologo naturalista