Frode in forniture alla Regione Sardegna di mascherine chirurgiche ffp2 e ffp3, arresti domiciliari per un imprenditore a cui sono stati posti sotto sequestro preventivo 10,8 milioni di euro e 2,7 milioni di mascherine. Frode nelle pubbliche forniture: questo il reato, contestato dalla Procura della Repubblica di Cagliari a seguito delle indagini svolte dal Nucleo di polizia economica-finanziario della Guardia di finanza di Cagliari. Destinatario del provvedimento l’imprenditore Renato De Martin, 60enne, originario di Ottaviano in provincia di Napoli, ma residente a Reggio Calabria, dove ha sede operativa la sua azienda Demar Hospital, mentre quella legale è a Roma. L’operazione delle Fiamme Gialle scaturisce dalle investigazioni, intensificate nell’individuazione di reati correlati alla contingenza sanitaria, incentrate sull’acquisizione, nello scorso mese di marzo 2020 da parte della direzione regionale della Protezione civile della Regione Sardegna di una fornitura di 4 milioni di pezzi, tra mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale (d.p.i.), per un importo complessivo di oltre 18 milioni di euro.

In base al capitolato d’appalto, l’azienda aggiudicataria si era peraltro impegnata a fornire il materiale oggetto della gara, destinato ai presidi ospedalieri sardi e al soddisfacimento dell’esigenze di protezione civile diffuse sul territorio, secondo una precisa tempistica temporale, cui era collegato il pagamento, in varie tranche, della fornitura. Per disposizione della Procura di Cagliari, coordinatrice delle investigazioni, le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione, in numerose citta’ del territorio nazionale a decreti di perquisizione nei confronti della societa’ aggiudicataria e mirate acquisizioni documentali presso spedizionieri, operatori doganali, ditte di trasporto coinvolti nelle varie fasi dell’invio e arrivo del materiale sanitario in Sardegna, nonche’ della documentazione di gara pubblicato dalla Protezione civile sarda. Accertamenti che sono stati altresì indirizzati a tracciare sotto il profilo finanziario le transazioni economiche tra la Regione Sardegna e l’azienda aggiudicataria ed altri soggetti coinvolti nella fornitura di dispositivi chirurgici.

A oggi, i risultati investigativi hanno consentito di rilevare come, malgrado numerosi solleciti operati dalla Protezione civile sarda, la fornitura dei d.p.i. non fosse assistita da tutte le relative prescritte certificazioni tecniche di accompagnamento e, come in alcuni casi, a corredo della merce di fabbricazione cinese fossero state utilizzate certificazioni senza validità legale. In taluni casi, inoltre, sono state riscontrate attestazioni non genuine circa la regolarità’ dei dispositivi stessi e nonostante il diniego posto dall’Inail all’immissione in commercio dei dispositivi forniti in quanto ritenuti non conformi e non rispondenti alle norme comunitarie e nazionali vigenti.

Le Fiamme Gialle hanno anche appurato poi che l’imprenditore ha in modo non veritiero dichiarato di aver interessato l’Istituto Superiore di Sanità e di aver ottenuto dallo stesso una valutazione positiva sulla procedura adottata in ordine alla distribuzione e commercializzazione delle mascherine proposte alla Protezione civile sarda. Tutto falso, secondo quanto accertato dai finanzieri.