“È un momento difficile, che non è alle spalle ma è ancora davanti a noi. Se le attuali tendenze si confermeranno dovremo prepararci ad avere mesi ancora più pesanti rispetto a quanto abbiamo conosciuto da gennaio a maggio”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca durante l’assemblea annuale di Anita in corso a Napoli.

Intanto si avanti sui tamponi ai privati: “Sul mio tavolo c’è la delibera per il bando di gara per i tamponi”. Così Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1, intervenuto a Radio Crc, confermando che si sta lavorando per permettere ai privati di eseguire i tamponi per accertare la positività al Coronavirus. Il dirigente sanitario ha specificato che “il 5 settembre abbiamo affidato a un laboratorio privato un numero di tamponi che ci ha permesso di farli. Abbiamo pubblicato una manifestazione di interesse al mercato e sono arrivate le risposte, sul mio tavolo c’è la delibera per il bando”. Rispetto alla situazione della sede dell’Asl del Frullone dove si registrano file, Verdoliva ha chiarito: “C’è una postazione da agosto per i viaggiatori e che poi si è trasformata per gli asintomatici. Abbiamo scritto protocolli organizzativi perché ogni giorno fossero tamponate 200-300 persone. Con il passaparola siamo arrivati a 1000 persone che si riversano senza passare per il medico curante, ma per loro iniziativa. Il numero di persone è notevole: alle 7 sono già 800. Dopo due ore siamo a 400 tamponi e questa calca riguarda principalmente la mattina: siamo a 2.500 tamponi per la sola Asl Napoli 1 con esito a 48 ore. Serviamo anche le scuole e i vigili del fuoco”. Sul caso della chiusura pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, Verdoliva smentisce: “Abbiamo inibito l’area del codice rosso perché una signora in gravi condizioni era anche affetta da Covid. Noi possiamo aver sbagliato e abbiamo sempre chiesto scusa in caso di errore. Ma lanciare fake news è ingiusto”. Infine, sulla polemica del bavaglio a medici e dirigenti Asl: “E’ importante che i dati siano centralizzati altrimenti si possono dire numeri in modo parziale. Non c’è un bavaglio ma è importante parlare dei numeri quando sono elaborati in modo corretto”.