Si è tenuta ieri l’udienza del tribunale di Sorveglianza di Roma per decidere se revocare o meno il regime del carcere duro all’ex boss 78enne della Nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo (nella foto), il boss di Ottaviano della Nco. Il decreto di proroga del 41 bis era stato emesso a settembre del2019 dal ministero della Giustizia, e ad opporsi era stato il legale di Cutolo, l’avvocato Gaetano Aufiero. «Non escludo di ricorrere alla Corte europea per i diritti dell’uomo», ha detto il legale ieri al termine dell’udienza. Dal 4 agosto scorso Cutolo si trova ricoverato nell’ospedale Maggiore di Parma a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Il 10 giugno scorso, dopo la richiesta avanzata dai suoi avvocati, i giudici del tribunale di Sorveglianza di Bologna avevano respinto il ricorso del boss alla sentenza dei magistrati di Reggio Emilia che, il 12 maggio, avevano rigettato la richiesta di detenzione ai domiciliari per motivi di salute, rispedendo Cutolo al 41 bis. Il tribunale aveva spiegato che «le patologie di cui è portatore Raffaele Cutolo appaiono allo stato trattabili adeguatamente anche in ambiente carcerario», oltre a tenere conto del fatto che «la presenza di Raffaele Cutolo potrebbe rafforzare i gruppi criminali che si rifanno tuttora alla Nco».