C’era di messo una mazzetta da 25mila euro per concedere a un’impresa di prorogare i tempi per la progettazione, la costruzione e la gestione del sistema di distribuzione del metano nel comune di Terzigno. Per il reato di corruzione, l’ex funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico ha patteggiato e ottenuto uno sconto di pena. Dovrà scontare 22 mesi a Forlì. Venne arrestato dai carabinieri a novembre del 2018. La pena di un anno e 10 mesi di reclusione prevede anche la contestuale restituzione del profitto del reato, quei 25mila euro intascati per “chiudere un occhio”. L’ex funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico, ora in pensione, era imputato per corruzione per l’esercizio della funzione. L’uomo era uno dei principali soggetti coinvolti nell’indagine che ha interessato i vertici della Cons.Coop., consorzio di cooperative con sede a Forlì, che coinvolge più di 100 cooperative associate.

L’ex funzionario del Mise, arrestato dai carabinieri del comando provinciale Forlì-Cesena il 13 novembre 2018, già responsabile dell’attuazione del programma di metanizzazione del Mezzogiorno, era imputato per aver ricevuto una tangente dai vertici di Cons.Coop. per autorizzare una proroga a favore di una società costituita e controllata da Cons.Coop., concessionaria dei lavori appaltati dal Comune di Terzigno, per la progettazione, costruzione e gestione del sistema di distribuzione del metano in quel comune, intascando una somma complessiva di 25.000 euro.