Si va verso un nuovo Dpcm che istituisce mini-lockdown in metropoli, città o singoli quartieri potrebbe essere già varato entro domani o comunque per le festività di Ognissanti e del 2 novembre. Ma c’è grande incertezza nell’esecutivo che continua a litigare sulla scuola. Si prospettano lockdown e zone rosse in luoghi definiti. Il criterio è quello stabilito dall’Istituto superiore di sanità: dove il tasso di Rt, il tasso di contagiosità, supera la soglia del 2 scattano le restrizioni per negozi, attività non fondamentali e via dicendo. La lista è presto fatta. “Ci sono due Regioni sopra questo livello, Lombardia e Piemonte. E ci sono diverse grandi città e capoluoghi a ballare attorno a questo dato, tra cui Milano e Napoli, Caserta, Varese e Genova, Como, Torino e alcune realtà del Veneto del Centro e del Sud (per la debolezza della sanità si osservano con preoccupazione Calabria e Sicilia)”, scrive Repubblica. Manca Roma, che comunque resta sotto i riflettori per il trend in forte crescita dei contagi.

Intanto è forte lo scontro sulla scuola, solo Italia viva difende la ministra Lucia Azzolina che spinge per tenere aperto. In ogni caso nuove restrizioni potrebbero arrivare già nel fine settimana, con il Pd che spinge per un nuovo Dpcm non oltre il 3 o il 4 novembre. “Si tratterà di un lockdown morbido, per armonizzare sul territorio nazionale altre misure restrittive: la chiusura dei centri commerciali nel week end, ulteriori limiti ai ristoratori e agli orari del commercio, eventuali restrizioni sui movimenti interregionali”, scrive sempre Repubblica ma Conte frena: non si può licenziare “un testo ogni tre giorni”, avrebbe confidato il premier. Ma tanto gli italiani ci sono abituati.