“Il Monaldi e’ stato individuato come ospedale semi Covid, si va a violare una norma nazionale che dice di identificare le strutture Covid e quelle non Covid. In piu’ si sottrae all’utenza un ospedale specializzato per le patologie del cuore e del polmone”. Lo dice Luigi Bencivenga, segretario aziendale dell’azienda ospedaliera dei Colli (cui afferiscono gli ospedali Monaldi, Cotugno e Cto) dell’Anaao-Assomed nel corso di una conferenza stampa nella sede del sindacato di medici e dirigenti sanitari a Napoli. Secondo quanto riferisce il sindacato, oltre all’ospedale Cotugno, come risulta da comunicazione del direttore generale dell’azienda dei Colli Maurizio di Mauro, sono stati attivati 24 posti letto pazienti Covid all’ospedale Monaldi. I restanti posti disponibili, in altre aree del nosocomio, sono dedicati ai pazienti affetti da altre patologie. Il Cto, invece, funziona solo come pronto soccorso visto il blocco dei ricoveri, ad esclusione di quelli urgenti, disposto in Campania per fronteggiare l’emergenza.

“Il Monaldi rischia di chiudere – prosegue Bencivenga – in quanto ci e’ stata comunicata l’attivazione di posti di terapia subintesiva e intensiva che occuperanno un’ala posteriore dell’ospedale. Nonostante io ritenga che la direzione abbia provveduto a cercare di limitare l’ala posteriore per evitare contagi, questo potrebbe produrre in seguito l’allargamento a patologie infettive vista l’alta contagiosita’ del virus. I cittadini che si ammalano di patologie diverse dal Covid, cosi’ facendo, non sanno piu’ a chi rivolgersi. È inconcepibile per un Paese civile, dove l’assistenza ai cittadini dovrebbe essere sempre tutelata e garantita. In Campania c’e’ stata cattiva programmazione e molta confusione”.